PARITÀ DI GENERE

Certificazione PARITÀ DI GENERE

Il tema della disparità di trattamento tra uomo e donna sul posto di lavoro è all’ordine del giorno praticamente da quando esistono i “posti di lavoro”.

L’“Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” individuata delle Nazioni Unite definisce 30 focus da raggiungere entro il 2030; tra questi compare anche la parità di genere.


A livello nazionale esistono diversi provvedimenti che affrontano il tema, in particolare si segnalano:

  • il “codice della pari opportunità” (D.lgs. 198/2006 del 11/06/2006, integrato con Legge 162 del 05/11/2021);
  • il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che nell’ambito della sezione “inclusione e coesione” include un capitolo relativo alle politiche per il lavoro che tratta anche di parità di genere.

Nell’ambito del processo di attuazione dei provvedimenti di cui sopra, un passo significativo è la pubblicazione da parte di UNI della Prassi di Riferimento PdR 125, che definisce linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere e definisce una serie di indicatori di prestazione (KPI) che “fotografano” la situazione dell’organizzazione in riferimento alle pari opportunità. Gli indicatori sono complessivamente 34 e sono divisi in 6 macro aree: Cultura e strategia; Governance; Processi HR; Opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda; Equità remunerativa per genere; Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. A ciascun indicatore è associato un obiettivo; nella maggior parte dei casi si tratta di obiettivi/indicatori di tipo qualitativo, ma vi sono anche obiettivi quantitativi.

È possibile chiedere ad un organismo di certificazione di rilasciare un certificato di conformità alla PdR 125. Rispetto alle “classiche” certificazioni di sistema di gestione (qualità, ambiente, salute e sicurezza sul lavoro ecc…), vi è tuttavia una differenza rilavante che sarà chiara dopo l’illustrazione dei contenuti del documento.
L’organizzazione non può ottenere la certificazione se non raggiunge almeno il 60% degli obiettivi ad essa applicabili.
Il raggiungimento degli obiettivi non è tuttavia l’unico requisito per l’ottenimento della certificazione, vi sono requisiti tipici dei sistemi di gestione: l’organizzazione deve definire un Piano Strategico, metterlo in atto, monitorarne l’applicazione e rivederlo periodicamente nell’ottica del miglioramento.

L’ottenimento della certificazione consente di accedere a una serie di benefici, tra cui:

  • l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a un massimo di 50.000 €/anno (attualmente per l’anno 2022);
  • un punteggio premiale per la valutazione, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, di proposte progettuali ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.

ICMQ ha in corso il processo per l’ottenimento dell’accreditamento da parte di Accredia ed è in grado di offrire il servizio di certificazione di conformità alla PdR 125. L’iter di certificazione è analogo a quello degli altri sistemi di gestione e consiste in un audit iniziale (diviso in fase 1 e fase 2), nel quale verrà valutato anche il livello di raggiungimento degli obiettivi, e audit periodici di sorveglianza/rinnovo con cadenza annuale.
Come per tutti i propri servizi ICMQ seleziona gli auditor e tutto il personale coinvolto nel processo di certificazione sulla base delle competenze in relazione alla norma e al settore in cui operano i clienti; in questo modo gli audit non sono semplici “esami” in cui si verifica l’applicazione di un requisito, ma occasioni di confronto che consentono di scambiare esperienze e di cogliere opportunità per il miglioramento dei processi aziendali.

Condividi