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La certificazione per la Parità di genere come elemento premiante nel Nuovo codice dei contratti pubblici

Favorire le pari opportunità e ridurre il gap per raggiungere la parità di genere nelle aziende non solo è possibile ma è necessario per una Società più sostenibile, in cui il concetto di sostenibilità è sempre più legato ad aspetti etici e di responsabilità sociale.
La recente emanazione di leggi e decreti correlati agli stanziamenti del PNRR e la convergenza degli obiettivi stessi del Piano con quelli previsti dall’Agenda ONU 2030, rendono il tema della parità di genere cruciale per le imprese che vogliano puntare su uno sviluppo organizzativo all’avanguardia in termini di sostenibilità ed innovazione sociale.
Il “Sistema di certificazione della parità di genere” è un intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, volto ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche per la crescita professionale delle donne.
ICMQ ha ottenuto l’accreditamento Accredia per il rilascio delle certificazioni per i Sistemi di Gestione per la parità di genere secondo UNI/PdR 125:2022, riferimento unico nazionale per questa certificazione.

Le stazioni appaltanti prevedono un maggior punteggio da attribuire alle imprese in possesso della certificazione della parità di genere
Il D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 – “Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici”, altrimenti indentificato in breve “nuovo Codice Appalti”, efficace dal 1 luglio 2023, all’art. 108 comma 7, stabiliva che le stazioni appaltanti prevedessero un “maggior punteggio da attribuire alle imprese che attestano, anche a mezzo di autocertificazione, il possesso dei requisiti di cui all’articolo 46-bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198”.
Tuttavia, è intervenuta subito una sostanziale modifica con il D.L. 29 maggio 2023, n. 57- art. 2 che ha previsto che l’azienda, ai fini del riconoscimento del punteggio premiale, dimostri il possesso dei requisiti in tema di parità di genere esclusivamente attraverso la certificazione UNI/Pdr 125 rilasciata da Organismo accreditato (eliminando quindi il riconoscimento di qualsiasi tipo di autocertificazione).
Quanto previsto all'art. 108, comma 7 del Codice degli appalti è stato quindi modificato dall’art. 6 comma 2 bis del decreto legge 10 maggio 2023 n. 51, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023 n. 87 come segue: "Al fine di promuovere la parità di genere, le stazioni appaltanti prevedono, nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, il maggior punteggio da attribuire alle imprese per l'adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di genere comprovata dal possesso della certificazione della parità di genere di cui all'articolo 46-bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198".
Inoltre, l’art 106, comma 8, del nuovo codice dei contratti pubblici prevede, per tutte le tipologie di contratto, una diminuzione della garanzia del 20% cumulabile con tutte le altre riduzioni previste dalla legge in caso di possesso di certificazioni (riportate nell’allegato II. 13 al Codice) attestanti specifiche qualità, tra le quali rientra anche la certificazione della parità di genere.

Le novità dal Nuovo portale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimento per le pari opportunità - Sistema Nazionale di certificazione per la parità di genere
Il portale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimento per le pari opportunità, nasce per promuovere e far conoscere a cittadini e imprese il sistema nazionale di certificazione accreditata per la Parità di genere.
Sul portale saranno pubblicati gli avvisi per le misure di supporto per l’ottenimento della certificazione destinati alle piccole e medie imprese e micro imprese. Sono consultabili i dati delle certificazioni emesse e l’elenco degli Organismi di certificazione accreditati.
Nella sezione ”Contributi” è pubblicato un Avviso per la formazione di un elenco di organismi di certificazione accreditati per lo schema di certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022, interessati a aderire alla misura di agevolazione delle piccole e medie imprese e microimprese (PMI) ed è in via di definizione un secondo Avviso per la gestione ed erogazione dei contributi per i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione e dei contributi per i costi di certificazione della parità di genere alle PMI (Fonte Dipartimento della Parità di genere).

Benefici della certificazione UNI/Pdr 125
- sgravi contributivi, nel limite dell’1% dei contributi complessivamente dovuti e di € 50.000 annui per ciascuna azienda;
- punteggio premiale per la concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti;
- riduzione della garanzia fideiussoria per la partecipazione a gare pubbliche;
- miglior posizionamento in graduatoria nei bandi di gara e positivo riflesso reputazionale.

Obiettivi della certificazione UNI/Pdr 125

- promuovere una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro migliorando la possibilità di accesso al lavoro, di leadership e di armonizzazione dei tempi di vita;
- assicurare una maggiore qualità del lavoro femminile riducendo il “gender pay gap”, aumentando le opportunità di crescita in azienda e tutelando la maternità;
- favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile a livello aziendale.

Leggi l'articolo impaginato su ICMQ Notizie n. 111

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ICMQ è organismo di certificazione di terza parte accreditato da Accredia e specializzato nel settore dell’edilizia e delle costruzioni.