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Il marchio CSC sta crescendo

Lo scorso primo ottobre si è svolta l’annuale assemblea generale del Concrete Sustainability Council (CSC), l’associazione internazionale che vede tra i suoi membri i soggetti più rappresentativi del settore: primarie società produttrici (tra le quali Dyckerhoff Buzzi, HeidelbergCement, LafargeHolcim, Titan, Cemex, ecc.), le principali associazioni di categoria nazionali ed internazionali (tra le quali il Global Cement and Concrete Association, l’olandese Betonhuis, la belga Fedbeton, l’italiana Federbeton, la tedesca BTB, la turca THBB, ecc.), e gli organismi di certificazione di terza parte designati ad effettuare le verifiche per il rilascio delle certificazioni (tra i quali ICMQ, SGS, KIWA, TUV SUD, ecc.).
L’assemblea, quest’anno interamente realizzata in web-conference a causa della pandemia da Covid 19, è stata l’occasione per fare il punto della situazione dell’attività dell’associazione e sulla diffusione della certificazione. Quest’ultima è basata sullo schema volontario del CSC, messo a punto e pubblicato nella sua prima versione nel 2017, con l’ambizione di divenire il marchio distintivo, internazionalmente riconosciuto, per la valutazione del livello di sostenibilità raggiunto da un calcestruzzo prodotto da un’azienda, considerando il contributo proveniente dalla filiera del cemento e degli aggregati.
Il CSC Chair, dott. Christian Artelt, nel presentare lo stato di salute dell’associazione, da un punto di vista finanziario e organizzativo, si è soffermato sui dati dei certificati emessi e sulle attività di sviluppo tecnico realizzati nell’ultimo anno. Nonostante le complicazioni vissute dai mercati per più della metà dell’anno per la pandemia in corso, i risultati in termini di certificazioni emesse sono comunque incoraggianti, confermando il trend di crescita registrato a partire dal 2018 (vedi figure sotto riportate).
La certificazione primaria rilasciata è quella rivolta ai calcestruzzi prodotti nei singoli impianti di betonaggio, cui seguono, in maniera ridotta, le certificazioni rilasciate ai fornitori di aggregati e a quelli dei cementi. I dati riferiti all’anno 2020, che si fermano ai primi di novembre e non considerano quindi l’ultimo bimestre dell’anno, mostrano comunque un incremento costante di nuove certificazioni. La grande parte di queste sono state rilasciate in Olanda e Germania, ma il 2020 ha visto una crescita di quelle emesse anche in altri paesi quali la Turchia, l’Italia, il Belgio e in paesi dell’America latina. Questo contributo sul totale dei certificati emessi è certamente ancora esiguo, ma il trend appare consolidarsi.
Una ulteriore possibilità di crescita per il CSC si attende possa arrivare anche grazie all’operazione di ampiamento del campo di applicazione delle proprie certificazioni, al fine di incontrare meglio le esigenze di un mercato variegato. A tal fine il CSC Technical Commitee ha messo a punto e pubblicato nel corso dell’anno una serie di nuovi schemi di certificazione, rivolti per le cementerie ai centri di macinazione, agli impianti mobili di betonaggio, agli impianti di produzione di aggregati riciclati, agli impianti di frantumazione degli aggregati. Altri ancora sono in corso di sviluppo, ad esempio quello relativo agli aggregati di origine marina.
Inoltre, intercettando una delle esigenze sempre più evidenti nell’attuazione delle politiche economiche degli stati nazionali a favore della “economia circolare”, il certificato CSC consente ora attraverso uno specifico modulo (R-module) di mettere in evidenza anche il contenuto di materiale riciclato presente nel calcestruzzo certificato, dovuto all’uso di aggregato riciclato.
Ulteriori sforzi sono stati compiuti per far riconoscere la valenza dello schema CSC anche ai principali protocolli internazionali per la valutazione della sostenibilità degli edifici, così come già avvenuto per il DGNB tedesco e l’inglese BREEAM, nonché per l’americano ENVISION destinato alla valutazione delle infrastrutture. Questi riconoscimenti sono importanti leve per innalzare il numero dei prodotti realizzati delle aziende produttrici potenzialmente interessate all’ottenimento di una certificazione CSC.
Nel corso dell’anno è stato costituito il CSC Advisory Committee, con il compito di raccogliere le esigenze degli stakeholders al fine di promuovere strategie di crescita del sistema e di favorire il riconoscimento tra le organizzazioni. Anche grazie a questi contributi il Technical Commitee sta realizzando la nuova versione del manuale tecnico dello schema che vedrà la luce nel gennaio 2021.
Parallelamente è stata rivista e potenziata la piattaforma web “Toolbox” creata dal CSC, strumento prezioso per le attività di autovalutazione da parte delle aziende e per il processo di verifica da parte degli Organismi di certificazione.
Anche l’attività di comunicazione è cresciuta, ed oggi sul sito del CSC è possibile iscriversi alla newsletter dell’associazione, partecipare ai webinair proposti, e disporre della documentazione sviluppata per i diversi Regional System Operator e Organismi di certificazione.
Nel complesso, dunque, un importante sforzo di sviluppo su più fronti, frutto di un processo che vede il coinvolgimento di tutti gli attori principali del settore, elementi questi che costituiscono il passaporto di credibilità del marchio CSC e i presupposti per attendersi un suo sempre maggiore consolidamento sul mercato.

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ICMQ è organismo di certificazione di terza parte accreditato da Accredia e specializzato nel settore dell’edilizia e delle costruzioni.