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UNI/PdR 192:2026: la conciliazione vita-lavoro diventa un sistema di gestione

di Anna Maria Carbone

Negli ultimi anni il benessere delle persone è diventato un elemento sempre più centrale nelle strategie delle organizzazioni. La capacità di attrarre e trattenere talenti, sostenere la genitorialità, favorire la continuità professionale e rispondere alle esigenze di chi si prende cura dei propri familiari rappresenta oggi un fattore competitivo, oltre che un indicatore di responsabilità sociale.
In questo contesto, la conciliazione tra vita familiare e lavoro non può più essere affidata a iniziative isolate o a singole misure di welfare, ma richiede un approccio strutturato, misurabile e orientato al miglioramento continuo. È proprio questa la prospettiva introdotta dalla UNI/PdR 192:2026, la Prassi di Riferimento pubblicata da UNI e promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che definisce i requisiti di un Sistema di Gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Dalle iniziative di welfare a una strategia organizzativa
Molte organizzazioni hanno già introdotto strumenti come il lavoro agile, la flessibilità oraria, servizi di welfare o iniziative a sostegno della genitorialità. Si tratta di misure importanti, che tuttavia rischiano di rimanere interventi episodici se non sono inserite all'interno di una strategia complessiva.
La UNI/PdR 192 propone un cambio di paradigma: il valore dell'organizzazione non è determinato dalla presenza di un singolo beneficio, ma dalla capacità di sviluppare un sistema in cui la conciliazione tra vita familiare e lavoro diventi parte integrante della governance aziendale. L'obiettivo è costruire un ambiente di lavoro capace di accompagnare concretamente le persone nelle diverse fasi della vita, riconoscendo che le responsabilità familiari, la genitorialità e gli impegni di cura incidono direttamente sul benessere individuale e, di conseguenza, sulle performance organizzative.
La Prassi invita, quindi, le organizzazioni a superare una logica basata esclusivamente sull'erogazione di benefit, orientandole verso un modello gestionale nel quale politiche, processi e obiettivi siano tra loro coerenti e costantemente monitorati.

Un sistema di gestione orientato al miglioramento continuo
Come gli altri moderni sistemi di gestione, anche la UNI/PdR 192 si fonda su un approccio organizzato e verificabile. Le misure adottate non devono essere occasionali, ma pianificate, documentate, monitorate e periodicamente riesaminate, affinché possano evolvere nel tempo sulla base dei risultati ottenuti.
La Direzione assume un ruolo centrale nel promuovere la politica di conciliazione, definire obiettivi misurabili, individuare responsabilità e assicurare il coinvolgimento delle diverse funzioni aziendali. Il monitoraggio attraverso indicatori di performance (KPI) consente di valutare l'efficacia delle azioni intraprese e di orientare il miglioramento continuo, trasformando la conciliazione vita-lavoro in un processo governato e non in una semplice dichiarazione di intenti.
Questo approccio rende, inoltre, più semplice l'integrazione con gli altri sistemi di gestione già presenti nelle organizzazioni, favorendo una visione unitaria delle politiche aziendali e della gestione delle persone.

Una visione che mette al centro le persone e le loro esigenze
Uno degli elementi più innovativi della UNI/PdR 192 è l'ampiezza della prospettiva con cui affronta il tema della conciliazione.
La Prassi considera infatti l'intero percorso lavorativo della persona e promuove misure rivolte non soltanto alla maternità e alla paternità, ma anche al sostegno della genitorialità, dei caregiver, della salute e del benessere organizzativo, della flessibilità del lavoro, dei servizi di welfare e della continuità professionale. L'obiettivo è favorire un equilibrio sostenibile tra vita personale e attività lavorativa, riconoscendo che le esigenze delle persone cambiano nel corso della vita e richiedono risposte organizzative adeguate.
Per definire le azioni più efficaci, la UNI/PdR 192 valorizza inoltre strumenti di ascolto e analisi dei bisogni, come questionari, interviste e focus group, favorendo un approccio partecipativo nella costruzione del Piano aziendale dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Il rapporto con la UNI/PdR 125
La pubblicazione della UNI/PdR 192 rappresenta un'evoluzione naturale per molte organizzazioni che hanno già intrapreso percorsi di sostenibilità sociale e, in particolare, per quelle certificate secondo la UNI/PdR 125 sulla parità di genere.
Le due Prassi condividono l'impostazione basata sul sistema di gestione, sul monitoraggio degli indicatori di performance e sul miglioramento continuo, ma perseguono finalità differenti. Se la UNI/PdR 125 è orientata principalmente alla riduzione del divario di genere e alla promozione delle pari opportunità, la UNI/PdR 192 amplia la prospettiva, ponendo al centro la conciliazione tra vita familiare e lavoro come valore organizzativo trasversale, rivolto a tutte le persone, indipendentemente dal genere.
Più che rappresentare un'alternativa, la nuova Prassi costituisce quindi un naturale completamento dei percorsi già avviati, estendendo l'attenzione dal tema della parità di genere al più ampio concetto di benessere familiare e organizzativo.

La certificazione come leva di crescita
In uno scenario in cui la sostenibilità sociale assume un'importanza sempre maggiore nelle strategie aziendali, la UNI/PdR 192 offre alle organizzazioni uno strumento concreto per trasformare la conciliazione tra vita familiare e lavoro in un elemento strutturale della propria governance.
La certificazione di parte terza rappresenta, in questo percorso, un'importante garanzia di affidabilità e trasparenza. Attraverso una valutazione indipendente è possibile dimostrare che le politiche adottate non costituiscono semplici iniziative di welfare, ma fanno parte di un sistema di gestione efficace, monitorato e orientato al miglioramento continuo.
Investire nella conciliazione tra vita familiare e lavoro significa investire nelle persone e nella capacità dell'organizzazione di affrontare con maggiore resilienza le sfide future. ICMQ, grazie alla competenza del proprio team di auditor ed esperti, è pronta ad affiancare le aziende per verificare la corretta applicazione della UNI/PdR 192:2026 e rilasciare i certificati di conformità, valorizzando concretamente i percorsi di sostenibilità e benessere aziendale avviati dalle organizzazioni.

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ICMQ è organismo di certificazione di terza parte accreditato da Accredia e specializzato nel settore dell’edilizia e delle costruzioni.