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I vantaggi della UNI/PdR 185 per le organizzazioni

di Massimo Cassinari

Ne parliamo con Luigi Gaggeri, Vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano.

In che modo la UNI/PdR 185 si differenzia dagli standard internazionali già diffusi nel Project Management, e quale valore aggiunto può offrire concretamente a organizzazioni pubbliche e private?
I riferimenti alla disciplina del Project Management sono attualmente declinati dalle norme UNI ISO 21500:2021, UNI ISO 21502:2021. Con la norma UNI 11648:2022 i contenuti delle metodologie e tecniche di Project Management, di cui alle succitate norme UNI ISO 21500 e UNI ISO 21502, si sono trasferiti alla UNI 11648 e, in particolare, relativamente ai requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità attinenti al Project Manager, quale singolo operatore; in questo modo diviene possibile assegnare la certificazione di Project Manager alla sola specifica persona che supera i relativi esami, così come previsti dalla norma UNI 11648:2022.
La nuova UNI/PdR 185:2025 sposta il contenuto gestionale, in termini di Project Management, dal singolo Project Manager certificato (ai sensi della norma UNI 11648) ad un’intera organizzazione, quale quella di un’azienda, una società di ingegneria, uno studio professionale, ove certificati secondo la norma UNI EN ISO 9001:2015.
La UNI/PdR 185:2025 permette, infatti, alle organizzazioni di aziende, imprese, società di ingegneria, studi professionali, già in possesso della certificazione UNI EN ISO 9001, di estendere - oltre alle proprie attività già certificate - anche l’attività di Project Management, quale metodologia di cui l’organizzazione intende avvalersi per un’ottimizzazione dell’assetto organizzativo gestionale del progetto.
Il valore aggiunto è palese, in quanto non si è più in un contesto organizzativo assistito da una singola persona certificata, ma bensì in un assetto organizzativo di tutta un’azienda, permeata di concetti e pratiche integrate e gestionali di Project Management.
In definitiva, la UNI/PdR 185 trova una concreta realizzazione nel sistema organizzativo UNI EN ISO 9001; tutto ciò in analogia a quanto realizzato dalla norma UNI 11337- 8:2026 (già UNI/Pdr 74:2019) – “Edilizia … omissis - Parte 8: Sistema di gestione dei processi digitalizzati in una organizzazione operante nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare “, e quindi non più solo rispetto alla certificazione BIM del singolo operatore (UNI 11337-7:2018).

La UNI/PdR 185 introduce un sistema di gestione specifico per il Project Management: quali sono state e quali sono le principali criticità del mercato italiano che avete voluto affrontare con questa prassi di riferimento?
Il Project Manager, così come certificato, ha avuto spesso, oltre al proprio background professionale, una specifica formazione basata su differenti “scuole” (intendo i corsi formativi di Project Management promossi, solo ad esempio, da ISIPM, PMI, PRINCE 2, IPMA, … etc.); ne è conseguente una “frammentazione” in materia di Project Management che non giova alla specifica organizzazione, né al mercato.
La UNI/PdR 185: 2025 introduce una positiva necessaria armonizzazione - all’interno delle varie organizzazioni, costituite da enti pubblici e privati, in grado di riunire la ricchezza dei differenti approcci di dette “scuole” in materia di Project Management.
Se poi, il mercato italiano è decisamente pregno di certificazioni, un’ulteriore certificazione può essere ben vista e certamente accolta, come la UNI/PdR 185, ove inseribile in una più ampia certificazione già diffusamente presente nel mercato, quale la UNI EN ISO 9001.

Guardando ai prossimi anni, quali effetti vi aspettate dall’adozione della UNI/PdR 185 in termini di cultura progettuale, competenze manageriali e competitività delle imprese italiane?
La UNI/PdR 185:2025 potrà migliorare e sviluppare, all’interno dell’organizzazione di enti pubblici e privati, la capacità gestionale dei progetti, in modo organico e strutturato, per poi così poter dimostrare al mercato le competenze della propria struttura in termini di Project Management.
Le organizzazioni consulenziali, così come certificate ai sensi della UNI/PdR 185, potranno, inoltre, assistere, in materia di Project Management, oltre che Committenti privati, quale supporto al RUP, anche la P.A.
Infine, occorre considerare che la tempestiva pubblicazione in Italia della UNI/PdR 185:2025 precede temporalmente un analogo documento di lavoro denominato ISO/WD 21514 “Project, programme and portfolio management — Requirements”, in fase di sviluppo (WD) da parte del comitato tecnico ISO/TC 258 in sede internazionale.
In proposito, tale Work Draft è relativo non solo ai progetti gestiti da Project Manager, ma anche ai Programmi e Portafogli (“Programme Management” e “Portfolio Management”) rispettivamente gestiti da Program Manager e Portfolio Manager, figure professionali difficilmente presenti nel mercato italiano.
Pertanto, a mio avviso, la UNI/PdR 185, rispetto alla succitata ISO/WD 21514, potrà essere di maggiore utilità al mercato italiano, in cui è diffusamente presente la figura del Project Manager, e dove, invece, nella nostra nazione non sono presenti, di fatto, le figure di Program Manager e Portfolio Manager, nell’accezione anglosassone.




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