Accreditamento CBAM: un nuovo passo nel percorso di qualificazione dei servizi di verifica
di Massimo Cassinari
Il percorso verso la piena operatività del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) entra in una fase decisiva. ICMQ è prossima all’ottenimento dell’accreditamento per le attività di verifica CBAM, un traguardo che rappresenta un importante riconoscimento delle competenze sviluppate in questo ambito.
L’accreditamento dei verificatori costituisce un elemento centrale del sistema CBAM. Il Regolamento delegato (UE) 2025/2551 stabilisce le condizioni per la concessione dell’accreditamento, nonché i requisiti relativi alla competenza del personale, alle modalità di svolgimento delle verifiche, all’imparzialità e all’indipendenza del verificatore e alla sorveglianza da parte dell’organismo nazionale di accreditamento.
Il percorso di preparazione ha richiesto un significativo lavoro di adeguamento e consolidamento di processi già rodati per ETS, ma che necessitavano di un adeguamento ai requisiti di CBAM. Si è lavorato sulla definizione delle metodologie di verifica, sulla documentazione, sulla formazione e qualifica degli auditor e alla definizione dei criteri per l’analisi dei rischi e la pianificazione delle attività. Un investimento necessario per garantire che le verifiche siano condotte secondo criteri di competenza, indipendenza, imparzialità e affidabilità.
Che cos’è il CBAM?
Il Carbon Border Adjustment Mechanism, istituito dal Regolamento (UE) 2023/956, è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea intende affrontare il rischio che la produzione di merci ad elevato impatto in termini di emissioni di gas serra, sia trasferita in Paesi nei quali i vincoli sono meno stringenti.
Il principio alla base del CBAM è quello di attribuire un costo alle emissioni incorporate nei beni importati nell’Unione Europea, in modo da contribuire a creare condizioni di maggiore parità tra produttori europei, soggetti al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), e produttori situati al di fuori dell’UE.
Il meccanismo è entrato nella sua fase definitiva il 1° gennaio 2026. A partire da tale data, gli importatori di determinate categorie di prodotti devono ottenere lo status di dichiarante CBAM autorizzato e acquistare “certificati CBAM” a coprire la quantità di emissioni generate dai prodotti importati all’interno dei confini della Comunità Europea.
Il CBAM riguarda inizialmente alcuni settori caratterizzati da una significativa intensità emissiva, tra cui cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno, oltre a determinati prodotti derivati. Per tali merci è necessario determinare le emissioni incorporate secondo le metodologie stabilite dalla normativa europea.
Un elemento essenziale del sistema è proprio la determinazione e verifica delle emissioni incorporate. I Gestori degli impianti situati nei Paesi terzi devono mettere a disposizione le informazioni necessarie per consentire ai dichiaranti di adempiere ai propri obblighi. Le emissioni devono essere calcolate secondo le metodologie definite dalla Commissione europea e sottoposte a verifica da parte di un verificatore accreditato in Europa.
Il CBAM rappresenta dunque un'evoluzione significativa nel modo in cui le emissioni di gas a effetto serra vengono considerate nelle relazioni commerciali internazionali. Non si tratta soltanto di un nuovo adempimento doganale o amministrativo, ma di un sistema che richiede alle imprese una crescente capacità di misurare, documentare, controllare e verificare i dati relativi alle proprie emissioni.
In questo contesto, il ruolo del verificatore assume particolare importanza. L'accreditamento CBAM costituisce la garanzia che le attività di verifica siano svolte da soggetti dotati delle competenze e delle caratteristiche organizzative richieste dalla normativa europea. Per le imprese coinvolte, poter contare su un organismo di verifica qualificato significa quindi disporre di un interlocutore competente per affrontare con maggiore consapevolezza e affidabilità i nuovi obblighi legati alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.