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NCI 2.0: il nuovo volto dell’indice di circolarità di ICMQ

di Roberta Mongillo

Nel 2026 lo strumento con cui ICMQ misura la circolarità dei prodotti, il New Circularity Index (NCI), cambierà volto. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di un vero e proprio salto di qualità: nasce infatti NCI 2.0, una versione più completa, più trasparente e più allineata alle esigenze del mercato e degli standard europei.
L’obiettivo è rendere la misurazione della circolarità più comprensibile e capace di dialogare in modo fluido con strumenti ormai centrali come le EPD e i requisiti ECO Platform.
Negli ultimi anni, la sostenibilità circolare è cresciuta enormemente di rilevanza. Aziende, progettisti, enti certificatori: tutti chiedono strumenti più precisi e più coerenti per capire quanto un prodotto sia davvero circolare. NCI 2.0 nasce per rispondere proprio a queste nuove esigenze, intervenendo su diversi aspetti del metodo:
● maggiore chiarezza, grazie a note, avvertenze e distinzioni più nette;
● più trasparenza, perché ogni indicatore è collegato al modulo di vita del prodotto da cui nasce;
● più coerenza normativa, soprattutto in relazione ai CAM Edilizia e alle pratiche EPD;
● un approccio più completo ai temi chiave della circolarità: riciclabilità, disassemblaggio, durabilità, manutenzione.
Infatti, nella nuova versione, i risultati dell’NCI, oltre ad essere calcolati in forma aggregata per singolo indicatore di circolarità (riferiti ai materiali, energia, acqua e rifiuti), sono presentati modulo per modulo. Questo permette a chi compila il tool di capire immediatamente quale fase contribuisce a quale indicatore.
Un altro importante aspetto introdotto in NCI 2.0 è il disassemblaggio.
La possibilità di smontare un prodotto in modo semplice e sicuro è infatti il primo passo per poterne recuperare i materiali. La nuova versione introduce un foglio dedicato al disassemblaggio, collegandolo alla valutazione della riciclabilità effettiva dei componenti. Grazie ad un alert automatico, viene segnalato all’organizzazione che la riciclabilità non potrà mai essere superiore alla percentuale di disassemblaggio. Un messaggio chiaro che rafforza un concetto fondamentale: non c’è riciclo senza disassemblaggio.
Un’altra innovazione riguarda la vita utile del prodotto. NCI 2.0 permette di distinguere meglio tra manutenzione ordinaria e straordinaria e di riflettere più accuratamente sul concetto di durabilità: se un prodotto dura di più, il suo impatto nel tempo si riduce.
In conclusione, la nuova versione dell’NCI è più ricca, più intuitiva e più vicina al modo in cui aziende e progettisti ragionano oggi sulla circolarità. Non è solo un aggiornamento tecnico, ma un’evoluzione culturale: misurare la circolarità diventa più semplice, più trasparente e più aderente ai processi reali.
Con NCI 2.0, ICMQ conferma il suo ruolo di riferimento nella certificazione della sostenibilità dei prodotti da costruzione, offrendo agli operatori uno strumento pronto per le sfide dei prossimi anni.

Leggi l'articolo impaginato su ICMQ Notizie n. 120

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ICMQ è organismo di certificazione di terza parte accreditato da Accredia e specializzato nel settore dell’edilizia e delle costruzioni.