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Intervista a Luigi Antonelli

Qual è stato il principale elemento distintivo che vi ha spinti a scegliere volontariamente il rating ESG Get It Fair, e in che modo si è differenziato rispetto ad altri strumenti di rendicontazione o certificazione ESG?
La scelta di sottoporci volontariamente al rating ESG Get It Fair (GIF) è stata guidata dall’esigenza di adottare uno strumento di valutazione indipendente, rigoroso e coerente con le principali aspettative normative e di mercato in materia di sostenibilità. Rispetto ad altri framework, GIF si distingue per l’approccio evidence-based, validato scientificamente, che integra dimensioni qualitative e quantitative con una metodologia trasparente e replicabile. Particolarmente rilevante è il focus sul rischio reputazionale e sulla credibilità delle dichiarazioni ESG, in linea con le raccomandazioni emerse a livello europeo in tema di contrasto al greenwashing. Inoltre, a differenza di sistemi autoreferenziali o puramente dichiarativi, GIF prevede un processo di audit condotto da una terza parte indipendente (ICMQ), rafforzando la solidità e l’affidabilità della valutazione. Questa scelta si inserisce nella nostra più ampia strategia di accountability verso gli stakeholder e rappresenta un passo ulteriore nel percorso di allineamento ai principi di double materiality, contribuendo a rendere i nostri impegni ESG misurabili, comparabili e orientati al miglioramento continuo.

I risultati emersi dal percorso di valutazione Get It Fair hanno evidenziato punti di forza ma anche aree di miglioramento. In che modo intendete utilizzare questi insight per rafforzare le vostre strategie ESG nei prossimi anni?
L’output analitico fornito dal percorso GIF ha rappresentato per Guerrato un importante strumento di diagnosi strategica. La matrice dei risultati ha evidenziato una consolidata struttura di governance ESG, un adeguato sistema di gestione dei rischi non finanziari e una cultura aziendale già orientata alla sostenibilità, in particolare sul fronte sociale e della compliance. Parallelamente, sono emersi ambiti di miglioramento su cui stiamo già intervenendo in chiave prospettica: tra questi, il rafforzamento delle politiche ambientali attraverso l’integrazione di metriche di performance ambientale (KPI ESG), l’estensione della due diligence ESG lungo la supply chain e l’adozione di strumenti di misurazione dell’impatto sociale più evoluti. Questi insight sono stati integrati nel piano ESG triennale, che si articola in obiettivi misurabili, indicatori di performance e milestone temporali, in linea con i requisiti degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) e coerenti con i Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030. Il processo di follow-up post-assessment costituisce un elemento chiave per garantire il miglioramento continuo e il rafforzamento della nostra strategia di sostenibilità.

In che misura ritenete che l’adesione a un sistema di rating ESG indipendente e strutturato come quello di ICMQ-GIF contribuisca alla vostra reputazione verso stakeholder, investitori e comunità locali?
L’adozione di un sistema di rating ESG indipendente, strutturato e basato su criteri scientificamente validati come quello di ICMQ-GIF rappresenta per noi un fattore strategico di reputazione e posizionamento competitivo. In un contesto in cui la credibility gap tra dichiarazioni di sostenibilità e performance effettive è sempre più percepita, poter contare su una valutazione oggettiva e verificata da un ente terzo qualifica il nostro impegno e rafforza la fiducia degli stakeholder. Per gli investitori, GIF rappresenta un segnale concreto di governance responsabile e di gestione proattiva dei rischi ESG; per i clienti e partner istituzionali, una garanzia di affidabilità e trasparenza; per le comunità locali e i dipendenti, una conferma dell’attenzione concreta che poniamo su impatti ambientali, diritti sociali e benessere organizzativo. Riteniamo che tale percorso contribuisca a rafforzare il nostro profilo ESG in modo solido, credibile e distintivo nel lungo periodo.



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