Per poter apporre la marcatura CE su un prodotto è necessario che siano svolte alcune attività: test iniziali di tipo, predisposizione ed attivazione di un controllo di produzione, stesura della Dichiarazione di conformità e della relativa Etichetta CE. Queste attività, a seconda della criticità del prodotto nei confronti della sicurezza, spettano al produttore o ad un organismo notificato come ICMQ.
Tutto ciò viene specificato nei Sistemi di Attestazione, riportati nell’allegato ZA della norma armonizzata di riferimento e qui di seguito schematizzati.

Sì, sempre. La marcatura CE infatti non è una certificazione di prodotto. Essa non è equivalente ad un marchio di qualità di prodotto rilasciato da un organismo di certificazione, ma è un’etichetta che attesta che il prodotto è conforme alla legislazione europea applicabile e pertanto può circolare liberamente all’interno dell’Unione Europea. La responsabilità della veridicità dei dati forniti con la marcatura CE e dell’immissione del prodotto sul mercato sono sempre e solo del produttore.
Si nel caso del FPC, a patto che si sia dimostrata una correlazione attendibile tra i risultati ottenuti con il metodo richiamato dalla norma e quello alternativo. Tale correlazione deve essere documentata.
Mai nel caso delle ITT.
Per i prodotti richiamati nell’allegato A del decreto del ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato del 2 aprile 1998, il decreto stabilisce la certificazione obbligatoria delle caratteristiche energetiche riportate nell’allegato stesso, qualora il produttore pubblicizzi o venda il prodotto facendo riferimento alle sue proprietà di isolamento termico. Ad esempio, nel caso dei pannelli prefabbricati di calcestruzzo deve essere determinata e dichiarata dal produttore la trasmittanza termica.
La norma per il calcolo della trasmittanza termica dei pannelli prefabbricati è attualmente la UNI EN ISO 6946 - Componenti ed elementi per edilizia – Resistenza termica e trasmittanza termica - Metodo di calcolo, la quale descrive un metodo semplificato per il calcolo della caratteristica di isolamento termico. Possono, e a volte devono, essere utilizzati anche metodi numerici, come quelli descritti nella norma UNI EN ISO 10211 Ponti termici in edilizia - Flussi termici e temperature superficiali - Calcoli dettagliati.
Si tratta di schemi specifici di certificazione – predisposti da ICMQ e validati e accreditati da Accredia – finalizzati a dimostrare la qualità di un prodotto. Un utilissimo strumento di marketing in quanto garantisce le caratteristiche dichiarate dal produttore e rassicura il mercato.
Il processo di certificazione prevede lo svolgimento delle prove iniziali di tipo sul prodotto, la valutazione iniziale, la successiva sorveglianza del processo produttivo ed infine, mediante l’effettuazione di prove su campioni prelevati in fabbrica o sul mercato, la garanzia delle effettive prestazioni del prodotto rispetto alla norme di riferimento. L’evidenza è data dalla presenza, sul prodotto, del marchio di conformità rilasciato da ICMQ.
L’applicazione di un sistema di gestione per l’ambiente consente ad un’azienda di individuare, tenere sotto controllo e migliorare le proprie interazioni con l’ambiente, riducendone gli impatti.
La norma di riferimento è la UNI EN ISO 14001, riconosciuta a livello internazionale. Essa descrive il circolo virtuoso da attuare affinché il miglioramento delle prestazioni ambientali sia concreto e percepito da tutte le parti interessate, riducendo in questo modo la probabilità di incorrere in sanzioni da parte degli organismi di controllo e migliorando i rapporti con i clienti e con le comunità locali che vivono nei pressi del sito/impianto certificato.
L’azienda che intende sviluppare un sistema di gestione ambientale deve innanzitutto effettuare una auto valutazione della situazione in relazione alle tematiche ambientali (analisi ambientale iniziale) e individuare gli aspetti maggiormente critici. Seguono poi due verifiche da parte di auditor ICMQ: la prima orientata principalmente alla conformità legislativa e la seconda all’efficacia del sistema di gestione come reale strumento di miglioramento.
La Dichiarazione ambientale è un documento pubblico con cui una azienda descrive la propria attività con particolare riferimento alle interazioni con l’ambiente, comunica, utilizzando indicatori quantitativi, le proprie prestazioni ed illustra i propri piani di miglioramento. Il riferimento base per predisporre la Dichiarazione ambientale è il Regolamento CE 761/01, noto come Regolamento EMAS. La Dichiarazione ambientale deve essere aggiornata annualmente e gli aggiornamenti devono essere convalidati da un verificatore indipendente.
La registrazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è una attestazione, riconosciuta a livello europeo, dell’eccellenza nel gestire al meglio le interazioni con l’ambiente e un riconoscimento dell’impegno al miglioramento continuo. Condizione necessaria per avviare l’iter di registrazione EMAS è avere un sistema di gestione per l’ambiente conforme alla norma UNI EN ISO 14001 ed aver redatto la Dichiarazione ambientale. Un verificatore indipendente, come ICMQ, la esamina e la convalida attestando la veridicità dei suoi contenuti. L’azienda invia la Dichiarazione convalidata al comitato EMAS che la esamina e provvede alla sua registrazione.
Si tratta delle aziende che ricadono nell’applicazione della Direttiva 2003/87/CE e successive integrazioni (nel settore delle costruzioni la produzione di cemento, di calce e di alcuni tipi di laterizi).
A ciascuna di esse viene assegnato un certo quantitativo di quote (ad ogni quota corrisponde una tonnellata); le reali emissioni di gas serra vengono monitorate e per ogni tonnellata emessa è necessario restituire una quota. Il quantitativo totale delle emissioni deve essere verificato e convalidato da un ente indipendente, come ICMQ, e le aziende virtuose, che hanno investito nel miglioramento delle proprie prestazioni, possono vendere le quote non utilizzate.
L’efficace applicazione di un sistema di gestione conforme alla norma BS OHSAS 18001:2007 costituisce, ad oggi, la migliore garanzia che un datore di lavoro può dimostrare di avere fatto tutto quanto possibile per prevenire infortuni e malattie professionali. Secondo il D.Lgs 81/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro”, infatti, le aziende che operano in conformità alla norma BS OHSAS 18001:2007 sono esonerate dalla responsabilità amministrativa in caso di incidente o infortunio grave.
L’attività inizia con l’esame del progetto, in particolare con la verifica delle relazioni di calcolo e delle specifiche di capitolato e della rispondenza ad esse dei contenuti degli elaborati grafici. Viene quindi emesso un rapporto di ispezione relativo a tale fase: in presenza di osservazioni il progettista dovrà integrare e/o modificare la documentazione.
Successivamente vengono pianificate (piano dei controlli) le visite in cantiere in funzione della criticità delle lavorazioni (ad es. getto paratie,getti solai, tesatura cavi, posa armature ecc.), con emissione di rapporti di ispezione per ogni visita.
Oltre a quanto sopra, la documentazione da fornire ad ICMQ nel corso dell’esecuzione dei lavori è, in generale, quella relativa ai controlli di qualità, alle prove di laboratorio, alle caratteristiche dei materiali impiegati, alla relazioni del direttore lavori e agli atti di collaudo.
Sistema Edificio ® è uno schema di certificazione volontaria degli edifici, sviluppato da ICMQ, che valuta e certifica congiuntamente o singolarmente il livello di soddisfacimento dei diversi requisiti cui la costruzione deve rispondere, dal contenimento energetico al benessere termico o acustico, ai requisiti legati alla luminosità o al consumo delle risorse idriche.
Un immobiliare o un costruttore possono valorizzare l’investimento compiuto nelle scelte progettuali finalizzate al contenimento dei consumi o al miglioramento del comfort interno attraverso un marchio di qualità rilasciato da un ente indipendente, che fornisce quindi un'immagine più oggettiva delle “promesse” che vengono abitualmente formulate al momento della vendita. La certificazione mette inoltre al riparo da eventuali contenziosi riguardanti l’avvenuto rispetto delle leggi vigenti.
Un progettista o un direttore lavori hanno a disposizione un supporto tecnico competente sia nella fase progettuale che in quella realizzativa, che può contribuire con le sue valutazioni a migliorare le scelte progettuali e a verificarne il rispetto.
Un fruitore dell’immobile ha la possibilità di avere una garanzia di un ente terzo al momento dell’acquisto sulle caratteristiche prestazionali e qualitative del bene. Non ultimo, un edificio certificato può consentire l’accesso ad agevolazioni ed incentivi riconosciuti dalle amministrazioni pubbliche.
È la valutazione delle prestazioni energetiche dell’edificio o unità immobiliare, effettuata in conformità alla legislazione e alla normativa tecnica vigente relativamente ai consumi per climatizzazione invernale ed estiva, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione meccanica controllata, illuminazione, considerando l’eventuale contributo di fonti rinnovabili.
È la valutazione della qualità della progettazione acustica dell’opera in termini prestazionali e metodologici, condotta conformemente alle Linee guida ICMQ, “best practice” di progettazione acustica che fanno riferimento alla legislazione e alla normativa tecnica vigente.
La procedura prevede anche alcuni controlli del processo di costruzione da parte dell’impresa e l’effettuazione di misurazioni delle prestazioni acustiche in cantiere al termine dell’opera.
È la valutazione del benessere termico all’interno degli ambienti climatizzati. Tale valutazione viene condotta conformemente alla normativa UNI EN ISO 7730 che definisce il comfort termico come “la condizione mentale di soddisfazione nei confronti dell’ambiente termico. L’insoddisfazione può essere causata dal disagio per il caldo o per il freddo che prova il corpo nel suo complesso…Ma l’insoddisfazione termica può anche essere causata da un non desiderato raffreddamento (o riscaldamento) di una particolare parte del corpo”.
Lo schema di certificazione - implementato in conformità alla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17024, al Regolamento Sincert RT-15 e ai Regolamenti tecnici ICMQ studiati ad hoc per ogni attività - attesta che le persone certificate hanno acquisito le competenze necessarie per svolgere una determinata attività e, soprattutto, verifica che mantengano tali competenze nel tempo. Un modo per valorizzare le professionalità e garantire l’utente finale rispetto alla preparazione tecnica, alle abilità pratiche nella posa di un determinato sistema costruttivo e al fatto che un lavoro sia svolto a regola d’arte nel rispetto delle prescrizioni legislative e delle indicazioni del produttore.
La certificazione può essere richiesta sia da singole persone, sia da aziende che intendono certificare uno o più dipendenti/collaboratori.
Perché si tratta di due tecnologie molto diverse. Il gessofibra si differenzia dal cartongesso in quanto le lastre hanno una composizione omogenea, mentre quelle in cartongesso sono costituite da un nucleo di solo gesso rivestito da due fogli di cartone resistente. Questa sostanziale differenza di composizione richiede una differente modalità di posa, mentre spesso invece i due materiali vengono trattati allo stesso modo. Ciò porta a gravi errori che possono creare evidenti difetti (crepe e distacchi di materiale) fino anche al crollo della struttura.
L’accesso all’esame è consentito a tutti coloro che dimostrano di avere una preparazione di base, documentata con un attestato di frequenza di un corso professionale o con una dichiarazione di aver svolto l’attività per almeno tre anni.
L’attestato dichiara che la persona ha frequentato il corso, ma non specifica se le nozioni trattate sono state apprese. A volte, dopo il corso, è previsto un breve esame finale: in tal caso l’attestato dichiara che la persona ha frequentato il corso e che ne ha appreso le nozioni (naturalmente se l’esame viene superato). Il certificato va oltre: dichiara che la persona possiede le conoscenze teoriche e le abilità pratiche (eventualmente apprese frequentando un corso) relative ad una certa attività, ma soprattutto dichiara che tali competenze vengono mantenute nel tempo, per tutta la vita del certificato.
Ottenuta la certificazione, il singolo posatore o l’azienda di posa ricevono (oltre al certificato ed alla tessera) anche il marchio ICMQ, che possono utilizzare su documentazione aziendale (carta intestata, biglietti da visita, ecc.), abbigliamento da lavoro e mezzi da lavoro (auto, furgoni, ecc..). Tutto ciò a condizione che accanto al marchio venga riportato il numero del certificato e i nomi dei posatori.