Per poter apporre la marcatura CE su un prodotto è necessario che siano svolte alcune attività: test iniziali di tipo, predisposizione ed attivazione di un controllo di produzione, stesura della Dichiarazione di conformità e della relativa Etichetta CE. Queste attività, a seconda della criticità del prodotto nei confronti della sicurezza, spettano al produttore o ad un organismo notificato come ICMQ.
Tutto ciò viene specificato nei Sistemi di Attestazione, riportati nell’allegato ZA della norma armonizzata di riferimento e qui di seguito schematizzati.

Sì, sempre. La marcatura CE infatti non è una certificazione di prodotto. Essa non è equivalente ad un marchio di qualità di prodotto rilasciato da un organismo di certificazione, ma è un’etichetta che attesta che il prodotto è conforme alla legislazione europea applicabile e pertanto può circolare liberamente all’interno dell’Unione Europea. La responsabilità della veridicità dei dati forniti con la marcatura CE e dell’immissione del prodotto sul mercato sono sempre e solo del produttore.
Si nel caso del FPC, a patto che si sia dimostrata una correlazione attendibile tra i risultati ottenuti con il metodo richiamato dalla norma e quello alternativo. Tale correlazione deve essere documentata.
Mai nel caso delle ITT.
Innanzitutto le sue modalità di applicazione, in quanto non ha bisogno di essere recepito, ma è già vigente in tutti gli Stati. Il Cpr (Construction Products Regulation) entra però in vigore in due fasi: i cap.1 e 2, 29-35, 39-55, 64, 67, 68 e l’allegato IV sono entrati in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea, mentre i rimanenti articoli da 3 a 28, da 36 a 38, da 56 a 63 e gli articoli 65 e 66, nonché gli allegati I, II, III e V saranno vigenti solo dal 1° luglio 2013.
In secondo luogo i requisiti di base delle opere di costruzione passano da 6 a 7, in quanto viene introdotto quello relativo all’uso sostenibile delle risorse naturali. Questo implica la necessità di aggiornare, nel tempo, tutte le norme e i regolamenti tecnici europei con l’inserimento delle caratteristiche relative al requisito 7.
In terzo luogo i sistemi di attestazione scendono da 6 a 5: non esisterà più il sistema 2 e i sistemi possibili saranno 1+, 1, 2+, 3 e 4.
Gli schemi di certificazione già attivi riguardano: malte, intonaci, massetti, laterizi, pannelli fibrorinforzati, masselli e lastre in calcestruzzo per pavimentazione, calcestruzzo preconfezionato e pannelli prefabbricati in calcestruzzo.
L’EPD (Environmental Product Declaration o DAP) è uno schema di certificazione che fornisce a consumatori e utilizzatori industriali e commerciali informazioni oggettive e confrontabili sulla prestazione ambientale di prodotti e servizi, aumentandone la visibilità e l’accettabilità sociale. L’EPD consente di conoscere e valutare gli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto secondo la metodologia LCA (Life Cycle Assessment), di ottimizzare e ridurre l’impiego di risorse e gli impatti ambientali nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto e di comunicare al mercato in modo trasparente dati misurabili e verificati convalidati da un organismo indipendente sulla base di uno standard internazionalmente riconosciuto.
La convalida della Asserzione ambientale autodichiarata relativa alle caratteristiche di un prodotto, quale ad esempio la percentuale di riciclato, è predisposta secondo la norma UNI EN ISO 14021. È previsto l´intervento di un verificatore che raccoglie dati e verifica i calcoli e le procedure al fine di emettere un certificato che richiama e conferma l´asserzione del produttore. La presenza di una convalida eseguita da un organismo esterno e indipendente fornisce maggiore autorevolezza e credibilità all´autodichiarazione del fabbricante e consente al produttore di valorizzare uno specifico requisito di sostenibilità del prodotto.
Per i prodotti richiamati nell’allegato A del decreto del ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato del 2 aprile 1998, il decreto stabilisce la certificazione obbligatoria delle caratteristiche energetiche riportate nell’allegato stesso, qualora il produttore pubblicizzi o venda il prodotto facendo riferimento alle sue proprietà di isolamento termico. Ad esempio, nel caso dei pannelli prefabbricati di calcestruzzo deve essere determinata e dichiarata dal produttore la trasmittanza termica.
La norma per il calcolo della trasmittanza termica dei pannelli prefabbricati è attualmente la UNI EN ISO 6946 - Componenti ed elementi per edilizia – Resistenza termica e trasmittanza termica - Metodo di calcolo, la quale descrive un metodo semplificato per il calcolo della caratteristica di isolamento termico. Possono, e a volte devono, essere utilizzati anche metodi numerici, come quelli descritti nella norma UNI EN ISO 10211 Ponti termici in edilizia - Flussi termici e temperature superficiali - Calcoli dettagliati.
Si tratta di schemi specifici di certificazione – predisposti da ICMQ e validati e accreditati da Accredia – finalizzati a dimostrare la qualità di un prodotto. Un utilissimo strumento di marketing in quanto garantisce le caratteristiche dichiarate dal produttore e rassicura il mercato.
Il processo di certificazione prevede lo svolgimento delle prove iniziali di tipo sul prodotto, la valutazione iniziale, la successiva sorveglianza del processo produttivo ed infine, mediante l’effettuazione di prove su campioni prelevati in fabbrica o sul mercato, la garanzia delle effettive prestazioni del prodotto rispetto alla norme di riferimento. L’evidenza è data dalla presenza, sul prodotto, del marchio di conformità rilasciato da ICMQ.
L’applicazione di un sistema di gestione per l’ambiente consente ad un’azienda di individuare, tenere sotto controllo e migliorare le proprie interazioni con l’ambiente, riducendone gli impatti.
La norma di riferimento è la UNI EN ISO 14001, riconosciuta a livello internazionale. Essa descrive il circolo virtuoso da attuare affinché il miglioramento delle prestazioni ambientali sia concreto e percepito da tutte le parti interessate, riducendo in questo modo la probabilità di incorrere in sanzioni da parte degli organismi di controllo e migliorando i rapporti con i clienti e con le comunità locali che vivono nei pressi del sito/impianto certificato.
L’azienda che intende sviluppare un sistema di gestione ambientale deve innanzitutto effettuare una auto valutazione della situazione in relazione alle tematiche ambientali (analisi ambientale iniziale) e individuare gli aspetti maggiormente critici. Seguono poi due verifiche da parte di auditor ICMQ: la prima orientata principalmente alla conformità legislativa e la seconda all’efficacia del sistema di gestione come reale strumento di miglioramento.
La Dichiarazione ambientale è un documento pubblico con cui una azienda descrive la propria attività con particolare riferimento alle interazioni con l’ambiente, comunica, utilizzando indicatori quantitativi, le proprie prestazioni ed illustra i propri piani di miglioramento. Il riferimento base per predisporre la Dichiarazione ambientale è il Regolamento CE 761/01, noto come Regolamento EMAS. La Dichiarazione ambientale deve essere aggiornata annualmente e gli aggiornamenti devono essere convalidati da un verificatore indipendente.
La norma ISO 50001 costituisce un utile riferimento per l´implementazione di un sistema di gestione di tutte le tematiche legate all´energia che interessano l´attività svolte da un´azienda, fornendo gli strumenti di pianificazione, organizzazione e procedurali che consentano di affrontare nel modo più efficace ed efficiente possibile gli aspetti energetici. L´applicazione del sistema di gestione per l´energia parte da una diagnosi energetica in cui si analizzano in dettaglio i consumi. Sulla base delle informazioni raccolte si individuano le aree di possibile miglioramento, si eseguono valutazioni costi/benefici e si pianificano gli interventi utili. Nel caso dei sistemi di gestione per l´energia i miglioramenti si quantificano in risparmi energetici e quindi, direttamente, in risparmio sui costi.
La certificazione da parte di un organismo indipendente come ICMQ consente da un lato di valutare l´efficacia di quanto messo in atto e di identificare eventuali aree di miglioramento, dall´altro di dare visibilità all´esterno del proprio impegno al risparmio e al rispetto dell´ambiente. Le aziende che già applicano un sistema di gestione per l´ambiente conforme alla UNI EN ISO 14001 possono trovare nella ISO 50001 il naturale compendio per migliorare la gestione dell´energia ed il risparmio economico conseguente.
La registrazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è una attestazione, riconosciuta a livello europeo, dell’eccellenza nel gestire al meglio le interazioni con l’ambiente e un riconoscimento dell’impegno al miglioramento continuo. Condizione necessaria per avviare l’iter di registrazione EMAS è avere un sistema di gestione per l’ambiente conforme alla norma UNI EN ISO 14001 ed aver redatto la Dichiarazione ambientale. Un verificatore indipendente, come ICMQ, la esamina e la convalida attestando la veridicità dei suoi contenuti. L’azienda invia la Dichiarazione convalidata al comitato EMAS che la esamina e provvede alla sua registrazione.
Si tratta delle aziende che ricadono nell’applicazione della Direttiva 2003/87/CE e successive integrazioni (nel settore delle costruzioni la produzione di cemento, di calce e di alcuni tipi di laterizi).
A ciascuna di esse viene assegnato un certo quantitativo di quote (ad ogni quota corrisponde una tonnellata); le reali emissioni di gas serra vengono monitorate e per ogni tonnellata emessa è necessario restituire una quota. Il quantitativo totale delle emissioni deve essere verificato e convalidato da un ente indipendente, come ICMQ, e le aziende virtuose, che hanno investito nel miglioramento delle proprie prestazioni, possono vendere le quote non utilizzate.
L’efficace applicazione di un sistema di gestione conforme alla norma BS OHSAS 18001:2007 costituisce, ad oggi, la migliore garanzia che un datore di lavoro può dimostrare di avere fatto tutto quanto possibile per prevenire infortuni e malattie professionali. Secondo il D.Lgs 81/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro”, infatti, le aziende che operano in conformità alla norma BS OHSAS 18001:2007 sono esonerate dalla responsabilità amministrativa in caso di incidente o infortunio grave.
Il D.Lgs. 231/2001 introduce il concetto della responsabilità amministrativa d´impresa: se le persone che lavorano per l´azienda commettono uno dei "reati presupposto" elencati nel decreto, l´azienda ne risponde con sanzioni estremamente gravose, da una multa che può arrivare fino a 6 milioni di euro alla revoca delle autorizzazioni in essere. È possibile mettersi al riparo da queste sanzioni attuando un "modello organizzativo" secondo le linee guida indicate dal decreto e il cui punto cardine è l´organismo di vigilanza che deve sorvegliare sull´applicazione del modello.
L´elenco dei "reati presupposto" è stato allargato nel corso degli anni: nel 2007 è stato introdotto "omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro" e nel 2011 sono stati introdotti i reati di tipo "ambientale". Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, si ricorda che per lesione grave si intende qualsiasi infortunio con prognosi superiore ai 40 giorni. Per quanto riguarda l'ambiente, i reati possono verificarsi in caso di scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione o con autorizzazione revocata o sospesa, di svolgimento di attività connesse con la gestione rifiuti in assenza delle autorizzazioni prescritte, o ancora di inquinamento del suolo o superamento dei limiti di concentrazione previsti dall´autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
Per chi attua il "modello 231" è fondamentale avere la certezza che la procedura sia eseguita correttamente. Dotandosi di una serie di regole volte a prevenire la commissione dei reati e di un "organo di vigilanza" deputato a verificarne l´applicazione, è possibile evitare le sanzioni amministrative (resta invariata la responsabilità penale delle singole persone coinvolte). A questo scopo l´organizzazione può rivolgersi a un organismo di certificazione di terza parte indipendente per ottenere: - audit mirati alla verifica dello stato di applicazione del sistema: interventi "a spot" che forniscono una fotografia dello stato di applicazione del modello organizzativo; - certificazione del modello: una certificazione vera e propria, con verifica iniziale e sorveglianze periodiche, che consente un controllo sistematico sullo stato di applicazione del modello. In questo modo l´organismo di vigilanza può dimostrare di avere svolto il proprio ruolo con la diligenza necessaria.
L’attività inizia con l’esame del progetto, in particolare con la verifica delle relazioni di calcolo e delle specifiche di capitolato e della rispondenza ad esse dei contenuti degli elaborati grafici. Viene quindi emesso un rapporto di ispezione relativo a tale fase: in presenza di osservazioni il progettista dovrà integrare e/o modificare la documentazione.
Successivamente vengono pianificate (piano dei controlli) le visite in cantiere in funzione della criticità delle lavorazioni (ad es. getto paratie,getti solai, tesatura cavi, posa armature ecc.), con emissione di rapporti di ispezione per ogni visita.
Oltre a quanto sopra, la documentazione da fornire ad ICMQ nel corso dell’esecuzione dei lavori è, in generale, quella relativa ai controlli di qualità, alle prove di laboratorio, alle caratteristiche dei materiali impiegati, alla relazioni del direttore lavori e agli atti di collaudo.
Il Dpr 462/01 riguarda gli impianti elettrici di messa a terra e i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche in tutti i luoghi di lavoro con presenza di lavoratori subordinati; nei luoghi con pericolo d'esplosione le verifiche previste riguardano tutto l’impianto elettrico.
Ai fini della sicurezza dei lavoratori, sono assimilati ai dipendenti anche i soci lavoratori delle società di persone o cooperative, gli stagisti, gli apprendisti e persino gli allievi di scuole che utilizzano macchine utensili e attrezzature in genere.
È il datore di lavoro a dover richiedere le verifiche periodiche degli impianti, che devono essere effettuate da organismi abilitati dal ministero dello Sviluppo economico o dall'Asl/Arpa competente. Non sono valide ai fini del Dpr 462 le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici (progettisti, elettricisti, manutentori, etc...).
Le sanzioni in caso di mancata effettuazione sono di carattere penale e civile.
Gli impianti di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche devono essere verificati ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati nei cantieri, nei locali ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso incendio per i quali la periodicità è biennale, così come per gli impianti elettrici in luoghi con pericolo d'esplosione.
La verifica prevede l'esame della documentazione disponibile, un esame a vista degli impianti e prove strumentali in funzione del tipo di impianto (misura della resistenza di terra, prove di continuità, prove d'intervento delle protezioni differenziali, misura delle impedenze di linea, misura delle tensioni di passo e contatto).
LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è la certificazione volontaria di edifici sostenibili creata dallo US Green Building Council a partire dal 1993 ed oggi diffusa e riconosciuta nella maggior parte dei paesi nel mondo. Secondo il protocollo LEED, per sostenibilità si intendono modelli innovativi di progettazione e costruzione che affrontino in modo integrato sia gli aspetti architettonici, impiantistici e funzionali dell’edificio, sia gli aspetti relativi alle caratteristiche del sito, al consumo delle risorse naturali, all’inquinamento dell’ambiente, alla gestione dei rifiuti, alla durabilità e al riciclo dei materiali, alla qualità e salubrità degli ambienti.
GBC Home, di proprietà GBC Italia, è un nuovo strumento di certificazione rivolto all’edilizia residenziale che si ispira allo standard LEED for Homes americano ed è stato sviluppato considerando le caratteristiche abitative e i modelli costruttivi italiani. Il processo di certificazione è gestito direttamente da GBC Italia che a sua volta si avvale di organismi di verifica accreditati (Ova) per quanto concerne le attività di verifica documentale ed esecutiva delle opere. ICMQ è uno dei primi organismi coinvolti nelle verifiche previste.
"Preliminary assessment", o verifica preliminare, finalizzata a verificare la fattibilità e il punteggio conseguibile dalla certificazione LEED di uno specifico intervento. Un servizio utile, rapido e poco costoso che rappresenta un valore aggiunto per la partecipazione a bandi di gara e per il committente che si appresta ad investire in un immobile nuovo o da riqualificare;
"LEED Full Service", un servizio tecnico e di assistenza procedurale in fase di progettazione, costruzione e gestione svolto da esperti e LEED AP (Accredited Professional) di provata esperienza, utile al richiedente (committente o general contractor) per perseguire la certificazione di un edificio.
È un protocollo, sviluppato in questi ultimi anni da ITACA - Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, associazione federale delle Regioni e delle Province autonome, per la valutazione ambientale degli edifici. I criteri di valutazione sono organizzati in aree tematiche: Qualità del sito, Consumo delle risorse, Carichi ambientali, Qualità ambientale indoor, Qualità del servizio.
Attraverso la diagnosi energetica vengono rilevati ed analizzati i reali consumi dell’edificio (sistema edificio-impianto), al fine di stabilirne il bilancio energetico per tutti gli usi finali di energia e per tutti i vettori energetici. Con questa analisi è possibile individuare le lacune e conseguentemente, mediante analisi costi-benefici e/o multicriteriali, definire le strategie e gli interventi per ottimizzare il rapporto tra prestazioni e costi di gestione, con conseguente riduzione anche degli impatti ambientali.
La diagnosi energetica può riguardare ogni tipologia di edificio indipendentemente dalla dimensione o dalla destinazione d’uso, ma certamente è di particolare interesse per quelli caratterizzati da un maggiore dispendio energetico, come ad esempio i grandi edifici del terziario commerciale, ricreativi (centri sportivi, palestre, ecc.) o ricettivi, edifici per l’istruzione, servizi pubblici, spazi espositivi e anche edifici industriali.
ARCA (ARchitettura Comfort Ambiente) è uno schema di certificazione di edifici in legno ideato da Trentino Sviluppo, che ha affidato ad Odatech (l’organismo di abilitazione per la certificazione energetica degli edifici della Provincia di Trento) la gestione del processo, dell’accreditamento e della formazione di aziende e progettisti. Parte integrante delle verifiche per il rilascio della certificazione ARCA sono le prove sperimentali in opera, eseguite da qualificati organismi di prova per verificare la rispondenza dell’edificio alle prestazioni acustiche e di permeabilità all’aria. ICMQ è uno dei tre organismi terzi specificamente accreditati che effettuano la certificazione. In base al punteggio ottenuto l’edificio viene classificato in quattro livelli di certificazione: Green, Silver, Gold e Platinum.
La qualità di un edificio ARCA viene misurata su tre categorie – Prestazioni tecniche (50%), Gestione dell’edificio (30%), Edilizia sostenibile (20%) - suddivise complessivamente in tredici diverse specifiche tecniche, ciascuna definita da una serie di requisiti da soddisfare, a loro volta distinti tra pre-requisiti obbligatori e crediti volontari
Sistema Edificio ® è uno schema di certificazione volontaria degli edifici, sviluppato da ICMQ, che valuta e certifica congiuntamente o singolarmente il livello di soddisfacimento dei diversi requisiti cui la costruzione deve rispondere, dal contenimento energetico al benessere termico o acustico, ai requisiti legati alla luminosità o al consumo delle risorse idriche.
Un immobiliare o un costruttore possono valorizzare l’investimento compiuto nelle scelte progettuali finalizzate al contenimento dei consumi o al miglioramento del comfort interno attraverso un marchio di qualità rilasciato da un ente indipendente, che fornisce quindi un'immagine più oggettiva delle “promesse” che vengono abitualmente formulate al momento della vendita. La certificazione mette inoltre al riparo da eventuali contenziosi riguardanti l’avvenuto rispetto delle leggi vigenti.
Un progettista o un direttore lavori hanno a disposizione un supporto tecnico competente sia nella fase progettuale che in quella realizzativa, che può contribuire con le sue valutazioni a migliorare le scelte progettuali e a verificarne il rispetto.
Un fruitore dell’immobile ha la possibilità di avere una garanzia di un ente terzo al momento dell’acquisto sulle caratteristiche prestazionali e qualitative del bene. Non ultimo, un edificio certificato può consentire l’accesso ad agevolazioni ed incentivi riconosciuti dalle amministrazioni pubbliche.
È la valutazione delle prestazioni energetiche dell’edificio o unità immobiliare, effettuata in conformità alla legislazione e alla normativa tecnica vigente relativamente ai consumi per climatizzazione invernale ed estiva, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione meccanica controllata, illuminazione, considerando l’eventuale contributo di fonti rinnovabili.
È la valutazione della qualità della progettazione acustica dell’opera in termini prestazionali e metodologici. La verifica del progetto acustico dell’edificio è effettuata in base a eventuali specifiche esigenze della committenza e ai requisiti contenuti nelle "Linee guida di progettazione acustica" definite da ICMQ. L’Attestato di certificazione indica la classe prestazionale raggiunta sulla base degli esiti delle misure di collaudo acustico secondo la classificazione Sistema Edificio, o, su richiesta, secondo la norma volontaria Uni 11367:2010.
È la valutazione del benessere termico all’interno degli ambienti climatizzati. In base ai contenuti della Uni 7720, la verifica progettuale riguarda le modalità di valutazione dei parametri di benessere termo-igrometrico - in particolare degli indicatori di comfort globale e di comfort locale – e i sistemi di termoregolazione degli ambienti. Le verifiche sono condotte secondo le norme e leggi in vigore, impiegano misurazioni sperimentali in sito (obbligatorie in caso di edifici esistenti) e riguardano i parametri termo-igrometrici ottenuti.
Lo schema di certificazione - implementato in conformità alla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17024, al Regolamento Sincert RT-15 e ai Regolamenti tecnici ICMQ studiati ad hoc per ogni attività - attesta che le persone certificate hanno acquisito le competenze necessarie per svolgere una determinata attività e, soprattutto, verifica che mantengano tali competenze nel tempo. Un modo per valorizzare le professionalità e garantire l’utente finale rispetto alla preparazione tecnica, alle abilità pratiche nella posa di un determinato sistema costruttivo e al fatto che un lavoro sia svolto a regola d’arte nel rispetto delle prescrizioni legislative e delle indicazioni del produttore.
La certificazione può essere richiesta sia da singole persone, sia da aziende che intendono certificare uno o più dipendenti/collaboratori.
Perché si tratta di due tecnologie molto diverse. Il gessofibra si differenzia dal cartongesso in quanto le lastre hanno una composizione omogenea, mentre quelle in cartongesso sono costituite da un nucleo di solo gesso rivestito da due fogli di cartone resistente. Questa sostanziale differenza di composizione richiede una differente modalità di posa, mentre spesso invece i due materiali vengono trattati allo stesso modo. Ciò porta a gravi errori che possono creare evidenti difetti (crepe e distacchi di materiale) fino anche al crollo della struttura.
L’accesso all’esame è consentito a tutti coloro che dimostrano di avere una preparazione di base, documentata con un attestato di frequenza di un corso professionale o con una dichiarazione di aver svolto l’attività per almeno tre anni.
L’attestato dichiara che la persona ha frequentato il corso, ma non specifica se le nozioni trattate sono state apprese. A volte, dopo il corso, è previsto un breve esame finale: in tal caso l’attestato dichiara che la persona ha frequentato il corso e che ne ha appreso le nozioni (naturalmente se l’esame viene superato). Il certificato va oltre: dichiara che la persona possiede le conoscenze teoriche e le abilità pratiche (eventualmente apprese frequentando un corso) relative ad una certa attività, ma soprattutto dichiara che tali competenze vengono mantenute nel tempo, per tutta la vita del certificato.
Ottenuta la certificazione, il singolo posatore o l’azienda di posa ricevono (oltre al certificato ed alla tessera) anche il marchio ICMQ, che possono utilizzare su documentazione aziendale (carta intestata, biglietti da visita, ecc.), abbigliamento da lavoro e mezzi da lavoro (auto, furgoni, ecc..). Tutto ciò a condizione che accanto al marchio venga riportato il numero del certificato e i nomi dei posatori.